LDS. Luci di sospensione: quando l’allucinazione è il reale

Ha i segni distintivi della giovinezza LDS. Luci di sospensione, opera prima di Diego Salvadori (http://diegosalvadori.blogspot.com), poeta nato a Castelfiorentino nel 1985, uscita il 15 dicembre scorso per i tipi di Ibiskos. Giovinezza innanzitutto anagrafica. Che non è, però, immaturità artistica. Tutt’altro. Il percorso dell’autore mostra infatti un attraversamento profondo e consapevole delle poetiche del Novecento, italiano e non solo. Giovinezza, allora, nel carattere composito della raccolta, estremamente varia per lingua e temi, nella sperimentazione vorace, nella fedeltà a certi stilemi, qualche verso dopo apparentemente contraddetti. Giovinezza come eclettismo. E come desiderio onnivoro di conoscenza. C’è spazio per tutte le sfumature dell’essere nel mondo di Salvadori. Per quello in fieri, che dal senso di inadeguatezza e estraneità al reale approda a soluzioni metamorfiche, ibride, en travesti (Vestimi/di un abito diverso;/di piume/stelle e tanti orpelli/[…]Coprimi di cera/fammi donna./NO!/Tutto d’animale./Peli, spine e tante squame[…] ), per quello inconsistente ineffabile onirico, per quello inevitabilmente diviso tra anima e corpo, racchiuso ora in immagini aeree e impalpabili, ora in suggestioni ctonie dal forte impatto visivo, dove a fare da padrone sono la carne, le membra, il sangue. Ai preziosismi linguistici, alla terminologia che richiama alla classicità (sibille, dee, anfore), si alternano prestiti lessicali tratti direttamente dal quotidiano, visioni terrene, concrete, fatte di unghie, tabacco, moquette, sporcizia. Atmosfere metropolitane, con cui pacificamente convivono inni alla natura, a un mare (presenza quasi ossessiva in Salvadori) di montaliana memoria.

La raccolta poetica di Diego Salvadori è disponibile in tutte le librerie. Il prossimo 28 gennaio, inoltre, alle 16,30 presso il MuVe - Museo del Vetro di Empoli in via Ridolfi 70, si terrà la presentazione del volume

Il metro delle liriche è prevalentemente libero e, laddove si insinua la rima, lo fa con toni irriverenti, contro ogni classificazione, ridotta a mero gioco linguistico, quasi strizzando l’occhio alle avanguardie storiche (vedi Play un/safe o Sveglia per il “6”). È un viaggio frenetico e allucinato (non a caso l’acronimo del titolo della raccolta richiama all’acido lisergico) quello di Salvadori, come di un bambino in un negozio di meraviglie che tocca tutto, che tutto vuole scoprire. Viaggio che segna ineluttabile un destino errabondo, che per tutti gli uomini ha il suo simbolico inizio nella cacciata dall’Eden, per il bambino nel distacco dal ventre della madre. E proprio sul rapporto col materno, e sulla conseguente ferita provocata dal distacco dall’Uno-tutto, insistono molte liriche, di cui la più esemplare è forse Lallazione. La ricerca dell’io lirico si spinge sempre di più, verso dopo verso, nell’abisso, e del linguaggio, come il palombaro ungarettiano, e dell’essere. E quello che resta da questa sfinente quête sono tante, psichedeliche luci di sospensione.

 Alice Baccini

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Una risposta a LDS. Luci di sospensione: quando l’allucinazione è il reale

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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